Canzoni di fuga e speranza Cd/Booklet di Yo Yo Mundi – cantate e suonate da | Nota 2025

Cover Canzoni di fuga e speranzaA volte, nel mondo della musica, accadono cose bellissime e questa compilation è esattamente questo: un atto bellissimo. Tantissimi artisti del panorama indipendente italiano (ma non solo indipendente e non solo italiani) hanno reinterpretato con passione, arte e, davvero tanto amore, ventiquattro canzoni degli Yo Yo Mundi. Il risultato è straordinario, il loro punto di vista su queste canzoni, le dipinge di suoni, idee e sogni nuovi, regalandoci un viaggio au debour attraverso alcune delle composizioni più importanti che hanno caratterizzato la storia del gruppo di Acqui Terme. Ma questa raccolta di canzoni non è solo questo è la memoria che risuona, certo, ma soprattutto è la conferma del variegato e seminale percorso degli Yoyo che non si è mai arreso a uno stile consolidato e sicuro, ma non ha mai smesso di imparare, cercare, costruire una cifra stilistica in movimento, esattamente come il pensiero che agita, colora, profuma queste loro canzoni (a questo punto si può dire: senza tempo).

Ascoltare per credere!

Ricky Gianco (un mito degli anni ’60, agitatore del Clan di Celentano), artista che non abbisogna certo di presentazioni, che a ottant’anni compiuti reinterpreta, assieme a Lalli (icona del punk italiano con i suoi Franti), “Chiedilo alle nuvole“, definita da Daniela Amenta su L’Unità come: una delle più belle canzoni d’amore del decennio. Oppure la versione, recitata, con la voce di Massimo Carlotto, di “Alla bellezza dei margini” con Maurizio Camardi, Sergio Cossu, Enrico Pesce e Dario Mecca Aleina autori di un vellutato arrangiamento. Per proseguire con l'”Andeira” sbarazzina e travolgente dei ticinesi Vad Vuc (qui milita lo Yoyo Fabio Mago Martino che, in un altro brano, duetta col violinista irlandese Steve Wickham, già con The Waterboys, Sinead O’ Connor, U2 – suo il violino di Sunday Bloody Sunday – per citarne solo alcuni) e con “Chi ha portato quei fiori per Mara Cagol?” nella toccante e potente interpretazione di Alessio Lega (con Rocco Marchi e Guido Baldoni ad arrangiare sapientemente). E ancora ecco i Tupamaros che rifanno, in un clima giocoso e gioioso, la canzone “mamma” degli Yoyo: “Freccia Vallona“, Lastanzadigreta, stile inconfondibile, che colora di musica bambina “Evidenti tracce di felicità“, Roberto Grossi e Helle con una versione straordinariamente pop de “Il silenzio che si sente“, Massimo Ice Ghiacci (dei Modena City Ramblers) che, facendo tutto da solo, si cimenta in una particolare “Ho visto cose“, i mitici Gang che cantano, ancora e ancora, “Tredici“, la storia dei ragazzi della Banda Tom. E si continua con Paolo Bonfanti – insieme a Giorgio Ravera (La Rosa Tatuata) – che ci regalano una “Impazienza” grintosissima e al fulmicotone (con un assolo del Bonfa che da solo “vale il prezzo del biglietto”), Stefano Giaccone (l’altra metà dei Franti insieme alla già citata Lalli) che disseziona – e poi ricostruisce alla sua maniera -, “Il silenzio del mare“, Michele Anelli che ridipinge con originali venature garage “La storia e la memoria“. E poi arrivano i suoni rock, echi degli anni ’90, di Cristina Nico – che voce! – e Colbhi in “Domenica pomeriggio di pioggia“, il dolore profondo nella voce ieratica di Marco Rovelli che con Paolo Monti rifà “Al Golgota“, Daniele Gennaro, pianoforte e voce, invece ci racconta delicatamente la favola umana e sportiva di “Fosbury“, mentre La Banda Popolare dell’Emilia Rossa propone una versione combat dance de “L’ultimo testimone“. Ecco Simona Colonna, voce e violoncello, che ci incanta con una versione sospesa e magica de “Il respiro dell’universo“, Roberto Billi (ex Ratti della Sabina) fa sua “Ovunque si nasconda” e i Ned Ludd All Stars – con Daniele Coccia, cantante de Il Muro del Canto, trasformano “VCR” in un viaggio immaginifico che da Roma e attraverso il Mediterraneo (le corde di Gianluca Spirito sono un mappamondo), passa per l’Irlanda e arriva fino alle Ande (El Pueblo Unido che ancora si sente riecheggiare). “Lettera di morte apparente” è un brano che Cri+Sara Fou registrarono in chiave acustica per il loro primo album insieme a Alan Brunetta, Simone Lombardo e gli Yo Yo Mundi, riproposto qui, dopo l’accurato nuovo missaggio a di Dario Mecca Aleina, sprigiona tutta la potenza evocativa di questa ballad senza tempo. I Flexus, invece, tirano fuori dal cilindro la storica “Carovane” che diventa tra le loro dita una cavalcata assai attuale, cosicché ancora una volta ci ritroviamo a cantare tutti insieme: “Sotto il cielo e sotto la luna non c’è certezza alcuna“!  E a trent’anni dalla tragedia dell’alluvione di Alessandria, risentire i versi accorati di “In novembre” ammantati dai suoni rock dark dei C.F.F. e il Nomade Venerabile – con la voce incredibilmente profetica e poetica di Anna Maria Stasi -, ci ritroviamo di d’un tratto lì in mezzo al fango, al dolore, al sensazionalismo, agli sciacallaggi – politici e non -, sommersi da un fiorire di sensazioni simili in tutto e per tutto a quelle che ora tormentano Valencia e gran parte della Spagna, vittime di analogo disastro, proprio in questi giorni. Chiude l’opera una versione live di “Tè chi t’éi?” – qui cantata anche in moldavo, quando l’originale era in palestinese -, diretta e suonata da Maurizio Camardi e dall’Orchestra di via Anelli, che è una band multietnica nata a Padova, il brano arrangiato ex novo in modo impeccabile, suonato “da cinema”, finisce con gli applausi generosi del pubblico che sembrano dedicati a tutta l’opera e non solo al brano che magnificamente la chiude. Poteva esserci un finale migliore? Probabilmente, no! Un incredibile viaggio sul filo dell’emozione: canzoni di fuga e speranza, appunto.

Questo album doppio è un CD libro pubblicato da Nota, all’interno oltre ad alcune immagini e fotografie, c’è un racconto inedito dello scrittore Giorgio Olmoti intitolato “Lande Rumorose“, eccone un estratto: Dice che suonano gli Yo Yo Mundi e io che lavoro alla radio e scrivo su Frigidaire di etichette indipendenti e gruppi italiani li conosco questi qui e sono ben curioso di vederli in azione sul palco. La piazza è piena di gente. E altra ne arriva. A Matera ci vado da un mucchio di anni e ci scriverò addirittura un libro su quel mio andare e venire dai Sassi ma ora sono lì e la città sembra un’altra cosa e loro sul palco. Micidiali. L’ho trovata la musica che è mia perché sono io e le canzoni parlano anche di me. Ho trovato gli Yo Yo e siamo fratelli, è ben evidente che lo siamo.

La grafica è di Ivano Anaclerio Antonazzo.

La direzione artistica del progetto è di Eugenio Merico con Gianluca Spirito, Maurizio Camardi e con la collaborazione tecnica di Dario Mecca Aleina.

Gli Yo Yo Mundi ringraziano di cuore tutti gli artisti e i tecnici coinvolti.

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